Noto soprattutto per le sue colonne sonore per la tv, il cinema e il teatro, Germano Mazzocchetti non ha mai abbandonato la sua passione per il jazz, la musica etnica, per le sue radici culturali.  Abruzzese di origine, Mazzocchetti rievoca in questo suo nuovo album ricordi, personaggi e storie, apparentemente dimenticate, prendendo le mosse dalla sua terra natía. Ne esce fuori un’opera che è un vero e proprio amarcord di felliniana memoria che di quell’idea di cinema e di musica possiede l’incedere, la potenza narrativa e l’emozionalità.

Testasghemba, è il titolo del disco, ispirato al soprannome del calzolaio-filosofo del suo paese d’infanzia, figura quasi mitica, perchè ormai in via d’estizione, di quel genere di persone atipiche, ai margini ma dignitose, che delle piccole comunità rappresenta un pò la coscienza collettiva. Testasghemba ci accompagna in musica, con il suo passo a volte spedito, a volte divagante, e ci fa passeggiare tra la gente nelle vie e nelle piazze, cogliendo gli odori e gli umori di un’Italia che sembrava sparita, ma che era solo nascosta; quell’Italia del piccoli centri, legata alle sue tradizioni e ai suoi ritmi, che grazie alle composizioni di Mazzocchetti vivono, palpitano, emozionano più che mai. Con schiettezza e senza nostalgia, come fa giustamente notare il critico e scrittore Nicola Fano nelle note del libretto del cd (arricchito dalle tavole dell’illustratore  Michelangelo Pace www.michelangelopace.it ). La musica di questo album si giova infatti della capacità, di retaggio teatrale, di suscitare immagini senza mediazioni, che rinuncia ad un piano meramente evocativo, per raccontare la verità, senza fermarsi alle apparenze. Proprio come il teatro che, nella sua finzione assoluta, dice la verità tutte le sere.  Ed eccoci allora catapultati a partecipare a un Ballo sulle aie, in una Passeggiata sulla via Etnea e in Piazza Garibaldi, a giocare a scopa con Fanti e santi in una Sera d’aprile con Il vento e la pioggia, in un Calma apparente, insieme a Testasghemba che ci racconta questa Terra Bella con il suo sguardo tenero e con passo tormentato come un Tango burbero…

 

Biografia

Nato a Città S.Angelo (Pe). Dapprima studia fisarmonica poi, dopo il liceo classico, si laurea in Musicologia con una tesi sulla storia del jazz.

Nel 1978 l’incontro con il regista Antonio Calenda lo avvicina alla composizione di musiche per il teatro debuttando nella “Rappresentazione della Passione”. La lunghissima collaborazione con Calenda lo porta a sperimentarsi nei più diversi generi teatrali, dalla rivisitazione del varietà e della musica popolare degli anni Trenta e Quaranta alla commedia musicale a tutto tondo, dai classici al teatro del Novecento e contemporaneo.

Ha collaborato con molti registi, tra i quali ricordiamo Vittorio Gassman, Egisto Marcucci, Luigi Squarzina, Walter Pagliaro, Glauco Mauri, Beppe Navello, Vittorio Franceschi, Fabio Grossi, Massimo Venturiello, Maurizio Panici, Alessandro D’Alatri, Armando Pugliese, Luca Zingaretti, Arturo Brachetti.

 

Ha scritto le commedie musicali “Arcobaleno”, “Pulcinella e compagnia bella”, “Gastone”, “Brignano con la o”, “La strada” e inoltre l’operina di teatro musicale “La ballata dell’amore disonesto”, su testo e regia di Augusto Fornari.

 

Per il cinema ha composto la colonna sonora di vari film, tra cui “Il viaggio della sposa” di Sergio Rubini, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1997.

 

Per la televisione è l’autore delle musiche delle fiction “Carabinieri” (arrivato alla settima serie), “Sotto copertura” e “Un dottore quasi perfetto”.

 

Ha composto musiche per numerosi sceneggiati e varietà radiofonici.

 

Il concerto “Musica e figure”, che comprende una scelta di musiche da lui scritte per il teatro, è stato eseguito in vari festival e stagioni concertistiche e teatrali, tra cui al Piccolo Regio di Torino e a S. Ivo alla Sapienza a Roma.

Svolge attività concertistica con il sestetto “Germano Mazzocchetti Ensemble”, che esegue sue composizioni di genere etno-jazz.

Su commissione del Festival di Villa Borghese 2003 ha curato la riscrittura in chiave jazzistica di “Feste Romane” di Ottorino Respighi, che è stato eseguito anche al festival del jazz di Pescara nel 2004.

Ha scritto le musiche per il concerto che l’Orchestra Egea, comprendente alcuni tra i migliori solisti del jazz italiano, ha presentato al festival di Roccella Jonica nell’agosto 2005. Di quest’opera è stato pubblicato dalla Egea Records un cd, col titolo “Di mezzo il mare” che, eseguito dalla Egea Orchestra, nel referendum della rivista “Musica Jazz” ha vinto il premio come miglior formazione del 2006.

Sempre per la Egea Orchestra ha scritto la sonorizzazione del film muto “Pinocchio” di Giulio Antamoro (1911), eseguito nel maggio 2007 a Vicenza Jazz.

 

Ha pubblicato i dischi di colonne sonore o commedie musicali: “Musica e figure”, “Il viaggio della sposa”, “Cabaret da viaggio”, “Coefore”, “Carabinieri”, “Pulcinella e compagnia bella”, “Gastone” e “La strada”.

In ambito jazzistico: "Di mezzo il mare" e "Testasghemba", entrambi per la Egea Records.

 

Ha ricevuto il “Premio della Critica 2002” dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro.

Ha vinto nel 2003 la prima edizione del premio ETI “Gli Olimpici - Oscar del Teatro” come miglior autore di musiche di scena.

Nel 2005 gli è stato assegnato il Premio Scanno per la musica.

Nel 2005 ha vinto il premio ETI “Gli Olimpici - Oscar del Teatro” come miglior autore di musiche di scena.

Nel 2006 ha ricevuto il Premio Flaiano per le musiche di scena.

Nel 2007 ha avuto la nomination per il premio ETI “Gli Olimpici” come miglior autore di musiche di scena.

Nel 2007 gli è stato assegnato il premio “Una rosa per il palcoscenico” per le musiche di scena.

Nel 2009 ha ricevuto il premio Eti Gli Olimpici - Oscar del Teatro, per le musiche de "La strada" (commedia musicale con Tosca e Massimo Venturiello) . La serata finale del premio è stata trasmessa su RaiUno la sera dell'11 settembre scorso.

 

La Stampa - 28/08/09

 

Magazine del Corriere della Sera - 23/07/09

 

L'Unità - 27/07/09

 

Alias - 09/01/10

 

Viva Verdi - agosto 2009

 

Il Resto del Carlino. ed. Bologna - 09/01/10

 

Più - settimanale de La Provincia di Cremona - agosto 2009

 

Europa - 28/07/09

 

ANSA - 12/07/09

 

Il Centro - 02/06/09

 

 

TESTASGHEMBA

il nuovo album di

Germano Mazzocchetti

con il suo Ensemble

(Egea Music, giugno 2009)

 

 

C’è chi ricorda con le parole, chi con le immagini, magari con gli odori, e chi – ma è la cosa più semplice – con le emozioni.

Germano Mazzocchetti ricorda in musica e non è detto che sia tipico dei compositori, in genere. Mazzocchetti ricorda in musica ma non è nostalgico: ve ne accorgerete quando avrete ascoltato il cd che avete nelle mani.

La nostalgia – specie quella che si esprime con la musica – è suadente e ammiccante: deve sembrare qualcosa di già sentito e vagheggiato anche se è la prima volta che la sentiamo.

È una questione di stile. È la sua forza, che noi altri creativi di rimbalzo (diciamo pure “critici”) chiamiamo evocativa. La musica di Mazzocchetti – qui – non è evocativa.

È affermativa di un mondo che esiste ancora e che, per ciò stesso, non prevede nostalgia. È il mondo del piccolo passeggio, delle vasche in corso, del salutarsi e risalutarsi continuamente, con un gesto, con un fischio, facendo su e giù per la strada principale.

È un mondo nel quale ognuno ha un suo posto dignitoso, anche il diverso, come il Testasghemba, qui: un personaggio che sicuramente ha attraversato anche la nostra vita, che ci ha sorriso oppure, sbandando sulla strada, ci ha fatto pensare che in fondo siamo stati solo più fortunati di lui. Capita.

Ma a riportare equilibrio alle cose della vita ci pensa la musica:eccola qui, inzeppata non soltanto dei suoi ricordi ma anche dei nostri. Questo è il suo sortilegio.

È in questo, solo in questo, che Mazzocchetti trae beneficio dalla sua origine teatrale: nella capacità di evocare immagini senza mediazioni.

È spudorata e diretta,come quella di chi ha qualcosa da dire di urgente – della propria memoria popolare – e sa che non può fermarsi alle apparenza: deve

raccontare la verità.

Proprio come il teatro che facendo finta di fingere, dice la verità tutte le sere, convinto che tanto nessuno se ne accorge.

Voi ve ne accorgerete, qui, di fronte a questa musica.

 

(dalle note introduttive di Nicola Fano nel libretto del cd)

 

 

Musica Jazz - ottobre 2009

 

Amadeus - ottobre 2009

 

La Sicilia - 08/10/09

 

Il Giornale di Sicilia 08/10/09

 

La Repubblica

ed. Palermo, 08/10/10

 

L'Informazione ed. Bologna 09/01/10

Made with Namu6